Captain America: Civil War, la fine dei giochi

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(fonte foto: multiplayer.it)
(Fonte foto: multiplayer.it)

E’ uscito nelle sale “Captain America: Civil War”, schiere di appassionati Marvel si sono fiondati nei cinema per vedere l’ultimo capitolo (almeno in teoria) della trilogia dedicata a Captain America. Il film, più che essere dedicato esclusivamente a Steve Rogers, sembra quasi essere un nuovo capitolo della saga degli Avengers. Sono infatti presenti tantissimi personaggi che abbiano già trovato nelle pellicole dedicate ai vendicatori, quali per esempio: Iron Man, Vedova Nera, War Machine, Occhio di Falco, Ant Man, Scarlett, Visione e i nuovi entrati Black Pantera e Spiderman. La presenza di questi personaggi porta il film ad avere un cast di tutto rispetto, tra i nomi più famosi vi sono Robert Downey jr, Chris Evans e Scarlett Johansson.

Il film prende spunto dall’omonimo fumetto uscito nel 2006, dal quale però si ritrovano differenze non da poco, differenze giustificate dall’esigenza narrativa di unire i vari film Marvel finora compiuti. Ci si è distaccati un po’ dalla spina dorsale del fumetto per ricercare quindi una connessione più ampia con i film precedenti.

Oltre agli eccellenti effetti speciali e le bellissime scene d’azione, studiate e girate con un numero probabilmente indefinito di Ciak, ci troviamo di fronte a un film che porge allo spettatore anche qualche spunto di riflessione. Il conflitto tra Captain America e Iron man è generato da questioni giuridiche e politiche non di poco conto, è giusto che questi vendicatori debbano esercitare la proprie volontà senza tenere conto della sovranità del paese in cui operano? O i vari governi del mondo dovrebbero pur avere qualcosa da dire al riguardo?

L’originalità di questo film è quella di riuscire a portare i supereroi su un piano reale, persino da un punto di vista burocratico/politico. Lo spettatore è costretto quindi a domandarsi cosa comporterebbe disporre di persone dotate di superpoteri nel proprio mondo, è giusto che questi godano della più totale libertà e che operino come dei veri e propri dei? O è giusto che pure essi si pieghino alla sovranità di un governo che sceglie in base alla volontà delle persone? Qui lo spettatore si trova allo stesso bivio davanti al quale si trovano i due protagonisti: qual è la soluzione migliore per il bene dell’uomo? Vedendo il film si è costretti a simpatizzare per un lato o per un altro, in un alone di coinvolgimento narrativo ed emotivo non indifferente per un film d’azione.

La pellicola si contraddistingue anche per l’ironia pungente che così bene caratterizza il franchise Marvel.In questo senso va assolutamente spesa una nota positiva per il nuovo Spiderman (interpretato da Tom Holland) sicuramente molto più simile al Peter Parker dei fumetti e delle serie animate. Un personaggio a mio avviso assolutamente azzeccato, che aumenta la curiosità per il nuovo film interamente dedicato a Peter Parker.

Alcune scelte narrative però sono discutibili, nel ruolo di antagonista vi è Daniel Bruhl, attore di grandissima caratura (famoso per il ruolo in Bastardi senza gloria) ma che non riesce a lasciare il segno. Tutto ciò a causa probabilmente della scarsa qualità di costruzione del suo personaggio, spinto alla malvagità da motivi banali, triti e ritriti. In questo senso ci si aspettava un lavoro sicuramente migliore da parte degli sceneggiatori, col materiale a disposizione si poteva creare un’antagonista sicuramente migliore. Nonostante ciò Captain America è un film validissimo, un grande passo avanti rispetto alla sterilità di “Avengers: Age of Ultron”, e si rivelerà senza ombra di dubbio un successo commerciale di  grandissime dimensioni.

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