Roberto Gioga, l’imprenditore dell’anno del Montagnanese

Il titolare dell'impresa di impianti elettrici è tra i vincitori del "Premio imprenditore 2017" istituito dal Cna di Padova: «La mia vita tra lavoro e volontariato»

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MONTAGNANA. Si è svolto sabato 16 dicembre, presso il centro culturale San Gaetano di Padova, il “Cna Day”, la giornata organizzata annualmente dall’organizzazione di rappresentanza delle Pmi. Durante l’evento si è tenuta per la prima volta la consegna del “Premio imprenditore 2017”, che ha valorizzato 25 eccellenze dell’impresa e dell’artigianato provinciale distintisi nel corso di quest’anno, premiate da autorità padovane e regionali. Ogni sede territoriale, 14 in tutto, ha individuato un imprenditore da premiare secondo diversi criteri, come l’anzianità di tesseramento, anzianità aziendale o impegno sociale, culturale o civile.

Sono stati inoltre indetti riconoscimenti speciali per l’imprenditoria femminile, per le aziende innovative, per quelle che hanno dimostrato particolare sensibilità ambientale e sociale e per l’impresa più giovane. Nella Bassa Padovana, oltre all’intervistato Roberto Gioga di Montagnana, sono stati premiati anche Fabio Guglielmo di Monselice, Alfredo Dal Santo di Este, Mauro Perdon di Conselve Patrizio Navarin di Solesino.

Qual è la sua attività? Con quale criterio è stato premiato?
«La mia impresa “Impianti Elettrici di Gioga Roberto” si occupa appunto di impianti civili e industriali, allarmi, riparazioni e telecamere da quasi trent’anni, essendo nata nel 1989. Sono stato premiato sia per l’anzianità di tesseramento al Cna di Montagnana, sia perché svolgo attività di volontariato nella compagnia Prototeatro e sono socio della onlus “I bambini dell’arcobaleno” di Longarone, che si occupa di adozioni internazionali».

Com’è cambiato il mondo del lavoro e dell’artigianato con l’avvento delle tecnologie?
«Sicuramente il sistema è molto cambiato, gli stessi materiali o attrezzature sono diversi. La tecnologia mi aiuta molto per la comunicazione immediata e posso ridurre i tempi delle riparazioni perché è più semplice individuare il guasto. Bisogna però ricordarsi che il mio è un lavoro prettamente manuale, quindi la tecnologia arriva fino ad un certo punto. Non essendo molto tecnologico, ho la fortuna di avere un operaio più giovane che mi tiene aggiornato».

Questo territorio ha risentito molto della crisi economica. Ha avuto anche lei un momento di difficoltà lavorativa?
«Sì, anche noi abbiamo risentito della crisi. Il momento peggiore è arrivato a metà del 2015, quando gli stessi edili erano fermi e sembrava non ci fosse più lavoro. Grazie alle riparazioni sono riuscito ad andare avanti. Ero giunto anche al punto di dover decidere se lasciare a casa il mio operaio, ma non me la sentivo di rompere un rapporto lavorativo e personale che aveva sempre funzionato bene. Nel 2016 l’attività è ripresa, certo non come molti anni fa, ma si va sempre avanti».

Oltre a questo lavoro svolge anche attività sociali e culturali. È difficile conciliare le due cose?
«Parto dal presupposto che il mio telefono non è mai spento. I guasti devono essere risolti il prima possibile perché al giorno d’oggi non si può più stare senza corrente in casa. Essendo in due è certamente più facile gestire il lavoro. Collaboro con il Prototeatro di Montagnana da parecchi anni e non è certo un peso aiutarli, anzi lo faccio volentieri e mi gratifica molto. La compagnia è ben consolidata e si basa sul lavoro di gruppo: a fine spettacolo nessuno se ne va finché il palco non è stato liberato. Inoltre, non mancano mai i momenti di condivisione. Per quanto riguarda la onlus di Longarone, mi capita saltuariamente di presentare l’esperienza della mia famiglia alle coppie che vogliono adottare dalla Bulgaria».

Quali capacità ritiene necessarie per essere oggi un buon artigiano? Come resistere alla concorrenza delle grandi imprese e l’ascesa dei servizi web?
«Ritengo che sia fondamentale il rapporto con il cliente, essere il più possibile presente durante i lavori e non lasciar solo l’operaio. Ho dei rapporti di lavoro da molti anni, e credo sia necessario essere corretti e onesti. C’è molta offerta, ma bisogna considerare che nel lungo periodo abbassando troppo i prezzi ci si ritrova in rosso e non si è più in grado di risollevarsi. È importante il passaparola, che si può avere con un lavoro ben fatto e il contatto personale con i clienti. Mi dà molta soddisfazione ricevere la gratitudine delle persone».

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