Il progetto per un canale sotterraneo di 23 chilometri finanziato dalla siccità

Le poche piogge estive hanno fatto risparmiare al consorzio Adige Euganeo 400 mila euro di energia elettrica. Il condotto andrà da Cologna Veneta a Castelbaldo, in estensione al Leb

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ESTE. “Non tutto il male vien per nuocere”, si potrebbe dire, citando un celebre proverbio popolare. O il secco, in questo caso. La siccità che ha caratterizzato l’ultima stagione estiva ha infatti permesso al Consorzio di bonifica Adige Euganeo di risparmiare quasi 400 mila euro di energia elettrica, utilizzata per l’alimentazione delle 58 idrovore controllate dall’ente. È proprio grazie a questo sistema idraulico che le acque piovane vengono sollevate e immesse nel Fratta-Gorzone. Di pioggia se n’è vista poca e nelle casse del Consorzio è rimasta una somma di denaro piuttosto ingente, immediatamente investita nella redazione di un progetto esecutivo inerente all’estensione della rete irrigua.

La carenza di precipitazioni degli ultimi anni hanno elevato la disponibilità di acqua pulita in campagna a priorità assoluta per l’ente di bonifica, intenzionato ora a realizzare un canale sotterraneo lungo 23 chilometri, in estensione al condotto Leb, da Cologna Veneta a Castelbaldo. L’opera garantirebbe l’alimentazione di una rete in parte già esistente e in parte da eseguire ex novo, rifornita dai vari sifoni e capillarizzata nelle campagne attraverso canalette e condotte in cemento. Questo assicurerebbe la disponibilità di acqua pulita a scopi agricoli a tutta la parte meridionale del territorio di competenza del Consorzio, andando a servire con l’acqua dell’Adige le aree attraversate dal Fratta-Gorzone, le cui acque sono particolarmente inquinante.

«Destinare queste risorse è quasi un obbligo» specifica il presidente del Consorzio, Michele Zanato. «In quanto oggi la concessione di finanziamenti per la realizzazione di interventi infrastrutturali è totalmente legata alla presentazione di un progetto esecutivo. Un tempo per la richiesta bastava un preliminare, oggi invece bisogna presentarsi con un progetto già all’ultimo stadio di programmazione, il cui costo di realizzazione è a totale carico dell’ente richiedente. Cioè, in questo caso, noi». L’investimento di quasi 400 mila euro sono quindi un passo obbligato per poter accedere ai 25 milioni di euro del bando nazionale sull’irrigazione, ai quali il Consorzio di bonifica Adige Euganeo aspira, insieme al Consorzio Leb, per poter realizzare l’opera.

«Intervenire sulla rete irrigua ci permetterebbe un’economia di acqua pari al 25%» continua Zanato. «Non poco se consideriamo le difficoltà che abbiamo avuto nell’approvvigionamento dall’Adige negli ultimi tempi. Ma in generale la via dell’efficientamento è il futuro del nostro ente, un futuro che abbiamo già intrapreso con il telecontrollo di buona parte degli impianti idrovori e irrigui e che è in estensione su tutti mezzi in uso dal Consorzio». Grazie al sistema gli operatori possono già controllare a distanza più di metà degli impianti; su alcuni di questi è già possibile l’intervento attraverso pc o smartphone per anticipare le “piene”. «In questo modo avremo in presa diretta la situazione reale dell’attività svolta da ogni operatore. Ogni cittadino potrà monitorare il servizio direttamente dal sito www.adigeuganeo.it, e avere un’idea precisa di quanto lavoro venga affrontato dal nostro ente ogni giorno».

Il telecontrollo a disposizione degli operatori del Consorzio

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