Monselice, l’azienda Borin premiata al Vinitaly

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(Fonte foto: Regione Veneto)
(Fonte foto: Regione Veneto)

È iniziato nel migliore dei modi il Vinitaly per la Bassa Padovana. A Verona, durante la prima giornata del salone internazionale dedicato a vini e distillati, Gianni Borin – enologo di Monselice – ha ricevuto la medaglia di Cangrande.

Il prestigioso riconoscimento – che dal 1973 premia le imprese che con la propria attività professionale o imprenditoriale hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese – quest’anno va all’azienda monselicense “Borin Vini & Vigne”, i cui vigneti si estendono all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei. L’impresa, a conduzione familiare, è nata e cresciuta tra Monselice e Arquà Petrarca.

Serprina, Pinot bianco, Chardonnay, Manzoni bianco, Moscato giallo, Fior d’Arancio, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc: sono queste le gemme enologiche che sbocciano all’interno delle cantine Borin curate, ancora oggi, dai fondatori Teresa e Gianni. Tradizione mista all’innovazione, territorialità e familiarità sono i capisaldi che hanno contraddistinto l’azienda monselicense, da più di sessant’anni inserita nel territorio padovano. «La nostra azienda ha un legame forte e indissolubile con i luoghi ove esercita la sua attività. Un legame fatto di tante cose, di composizione del suolo, di competenze contadine, di microclima, di qualità dell’acqua e dell’aria. Insomma, di tutto ciò che fonda la vocazione vitivinicola di un luogo, e che poi contribuisce a rendere unico e identificabile ogni vino» spiega Gianni Borin.

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