Monselice, al via i lavori per l’ex chiesa di Santo Stefano. A settembre l’apertura

L'edificio storico, acquistato dal Comune nel 1859 e da decenni utilizzato come deposito macchine e attrezzi, sarà reso visitabile dal prossimo mese. In futuro potrebbe diventare l'auditorium della città

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MONSELICE. Questa volta sembra si parta sul serio. I lavori per l’apertura e l’utilizzo dell’ex chiesa romanica di Santo Stefano sono finalmente partiti mercoledì mattina. L’obiettivo è rendere visitabile il luogo sacro, eretto nel 1200, chiuso con gli editti di Napoleone nel 1811 e acquistato dal Comune nel 1859. Abbandonato da quasi due secoli, lasciato tristemente nel degrado davanti agli occhi di turisti e cittadini, negli ultimi decenni l’edificio storico è servito come deposito macchine e attrezzi del Comune di Monselice.

All’inizio dell’anno il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha promosso un sondaggio per la salvaguardia dei “luoghi del cuore” e questa chiesa è stata la più votata dai padovani, raccogliendo oltre 8 mila preferenze. Ora il sindaco Francesco Lunghi e l’assessore al Turismo Gianni Mamprin hanno premuto sull’acceleratore e vogliono già dal prossimo mese di settembre che l’ex chiesa possa almeno essere visitabile e in grado di ospitare convegni e riunioni.

Un finanziamento di 130 mila euro da parte del Comune coprirà i primi lavori per la messa in sicurezza, sistemazione del pavimento, rimessa dell’impianto elettrico e disposizione di grandi lampade industriali con possibilità di effettuare incontri all’interno di questo complesso che potrebbe divenire nei prossimi anni un auditorium prestigioso (e capiente) della città della Rocca. Ma su questo sindaco e assessore non si vogliono scomporre: «Si farà, ma in primis vogliamo che la chiesa possa essere aperta al pubblico e visitabile».

C’è infatti un finanziamento più ampio – anche la Camera di Commercio di Padova interverrà per il restauro – che prevede anche il recupero degli scaloncini che portano alla Pieve di Santa Giustina e la sistemazione interna ed esterna dello spazio. Il restauro è affidato all’architetto Paolo Faccio dello Iuav di Venezia, in coordinamento con il team del Comune guidato dall’architetto Alfredo Bernardini. Fra gli interventi anche il restauro delle cantine dell’ex convento dei domenicani, a fianco dell’ex chiesa di Santo Stefano, che potrebbe divenire il foyer del futuro auditorium.

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