I lavori per il restauro del santuario di Monteortone fanno scuola in Terra Santa

Il progetto di Mario Mocellini e Filippo Casarin è diventato un modello per gli interventi effettuati in alcuni siti archeologici di Gerusalemme. Ora si punta a creare un collegamento tra le due città

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ABANO TERME. L’inizio dei lavori di questa settimana al santuario della Madonna della Salute di Monteortone fa scuola anche in Terra Santa. Il progetto di restauro datato 2009 del santuario, curato dai due progettisti Mario Mocellini e Filippo Casarin della ditta Expin Srl di Padova, è stato recentemente adeguato alle nuove norme antisismiche e modificato attraverso l’uso di materiali compatibili con quelli originali. Nonostante la mancanza di fondi iniziale, che ha fatto slittare l’inizio dei lavori di tre anni, alcune criticità riguardanti le volte del Santuario e il conseguente rischio di crolli hanno motivato la Cei a investire 300 mila euro. L’investimento ha funzionato da pilota per i lavori ora in piedi e che hanno richiesto oltre un milione di euro fra i contributi e i soldi messi a disposizione dalla parrocchia, non ancora sufficienti per ultimare i lavori.

Lavori che fanno scuola anche in Terra Santa, dicevamo. È il direttore tecnico di “AR Arte e Restauro” Giorgio Socrate a spiegare come. Il progetto di Monteortone è infatti seguito dai francescani della Custodia di Terra Santa, la stessa provincia dell’ordine dei Frati minori che ha in affidamento alcuni siti archeologici a Gerusalemme, in Israele, in particolare la chiesa di San Giovanni Battista e il Dar Al Consul, la casa del console prussiano. È così che il caso di Monteortone ha suscitato l’interesse del ministero della Cultura israeliano, il quale tramite il console e l’ambasciatore italiano ha organizzato un convegno internazionale a Tel Aviv lo scorso 13 settembre, nel quale i due architetti veneti hanno potuto spiegare il lavoro svolto sul territorio aponense.

Non solo: nelle opere di consolidamento strutturale svolti nella chiesa di San Giovanni Battista e al Dar Al Consul, dove si trova il Santo Sepolcro, i materiali e le tecniche utilizzate dai due progettisti sono state le stesse impiegate a Monteortone. È così che è nato un collegamento diretto fra Abano Terme e la Terra Santa, un collegamento attraverso il quale il sindaco Federico Barbierato promette di «costruire qualcosa», che siano degli scambi culturali fra i cittadini e le università, oppure un nuovo percorso turistico da e verso la Terra Santa, meta non solo spirituale, ma anche di orgoglio culturale per i cittadini aponensi.

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