Lavoratori irregolari e scarsa igiene: 11 mila euro di multa e chiusura per una birreria

Nei guai il titolare del "Route 66": in cucina scoperti una coppia di ucraini senza permesso di soggiorno e una dipendente "in nero". Per riaprire il locale dovrà pagare subito 2 mila euro

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ABANO TERME. Oltre 11 mila euro totali di multa, di cui 2 mila da pagare subito per poter ottenere la riapertura immediata del locale. A finire nei guai è stato il 40enne titolare della birreria “Route 66” di Abano Terme, chiusa in seguito a un controllo congiunto della squadra amministrativa della polizia, dei Nas dei carabinieri e dell’ispettorato territoriale del lavoro, avvenuto nella serata di martedì.

Durante il blitz le forze dell’ordine sono state testimoni della fuga dalla cucina di una coppia di ucraini, risultati irregolari e senza permesso di soggiorno. La scoperta ha portato alla denuncia del titolare per aver agevolato la presenza di clandestini nel territorio. Una dipendente di origine rumena, inoltre, era “assunta” in nero. Per poter riaprire il locale l’uomo dovrà pagare subito 2 mila euro e mettere in regola la donna, a cui dovrà anche versare i contributi.

Ma le irregolarità rilevate non si esauriscono qui: la scarsità d’igiene in cucina è costata mille euro di sanzione da parte dei Nas, la presenza di attrezzature non a norma altri 2 mila, comminati dall’Asl. A questi vanno aggiunti i 6 mila rifilati dall’ispettorato del lavoro e i 400 euro per l’assenza degli alcoltest da fornire ai clienti su richiesta. In totale, come detto, oltre 11 mila euro di multa. Nei prossimi giorni la guardia di finanza controllerà con attenzione anche i registri fiscali della birreria: dovesse riscontrare ulteriori irregolarità nei movimenti del registratore di cassa, il titolare rischia altri 3 mila euro di sanzione.

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