«La Regione s’impegni direttamente per completare la Sr10. Bastano 50 milioni»

Il sindaco di Ospedaletto Giacomo Scapin chiede sia la Regione ad assumersi direttamente la responsabilità dell'opera: «Con il project financing costo lievitato a 236 milioni e pedaggio da pagare per 36 anni»

2019

OSPEDALETTO EUGANEO. «Ci è stato raccontato che con la nuova strada regionale 10 il territorio avrebbe avuto una risposta, che sarebbe stato il volano per lo sviluppo di un’area in forte crisi. Ora, dopo anni di attesa, abbiamo bisogno di chiarezza». Lo scrive il sindaco di Ospedaletto Euganeo Giacomo Scapin, in una lettera inviata alla Regione nei giorni scorsi. Tra i temi caldi del territorio torna quindi a far capolino la nuova Sr10, la strada che dovrebbe collegare Monselice a Legnago ma che dal 2007 è ferma a Carceri.

Il mancato completamento dell’opera comporta da tempo diversi disagi ai territori di Ospedaletto, Saletto, Santa Margherita d’Adige e dei Comuni limitrofi, problematiche che vanno dall’inquinamento atmosferico e acustico all’uso massiccio delle strade comunali come scorciatoie per giungere alla rotatoria di Carceri. Secondo i dati raccolti da Scapin, in una singola giornata lavorativa, in via Madonnetta a Ospedaletto, transitano circa 2.200 veicoli a una velocità media compresa tra i 67 e i 72 chilometri orari, con punte di 113. La situazione è addirittura peggiore nelle vie Umberto I a Santa Margherita, Roma a Saletto, Peagnola e Strada Carceri a Ospedaletto.

«Sono trascorsi anni ma non si è assistito ad alcun passo avanti concreto per il suo completamento» continua Scapin.«Nell’ambito della prevista realizzazione in project financing, la Regione ha già accantonato i 40 milioni di euro relativi alla quota pubblica dell’opera (gli altri 200 sono a carico del concessionario, ndr). Però tutto è ancora fermo, stando alle notizie e dichiarazioni rilasciate sui media, perché il privato non ha ancora firmato la convenzione». Il timore è che sia venuta meno la convenienza e dunque la volontà di quest’ultimo di finanziare il progetto. «A questo punto verrebbe meno anche l’impegno della Regione a concludere la Sr10, con i soldi accantonati che potrebbero essere trasferiti verso altre opere in altri territori».

Oltre al danno, dunque, arriverebbe anche la beffa, per un’opera che la Bassa Padovana attende da troppo tempo. «Per fugare ogni dubbio, ci aspettiamo che la Regione chiami al tavolo il privato e sottoscriva la convenzione. Oppure che sciolga a breve questo laccio del project financing e assuma direttamente la responsabilità e l’iniziativa per concludere l’opera» chiede Scapin, da sempre favorevole a questa seconda opzione. Il sindaco allega dei documenti a supporto della propria tesi, secondo cui l’opera sarebbe realizzabile con i fondi già accantonati nel bilancio regionale e senza la previsione di un pedaggio.

Per i 10,5 chilometri del primo tratto della Sr10, quello inaugurato nel 2007 e compreso tra Monselice e Carceri, in totale vennero spesi 18 milioni di euro, pari a un costo di 1,7 milioni a chilometro. Il completamento programmato, dalla rotonda di Carceri a Legnago, misura in totale 23 chilometri, di cui 8 sino all’innesto con il casello della Valdastico Sud di Santa Margherita d’Adige e altri 15 sino alla cittadina veronese. Attualizzando i costi, la stima si attesta sui 2,15 milioni al chilometro: circa 50 milioni di euro totali, rispettivamente 17 e 33 se si decidesse di organizzare l’intervento in due stralci.

«In pochi anni avremmo la strada realizzata, anche perché i fondi accantonati nel bilancio 2016-2017, come risulta da un’interrogazione del consigliere regionale Massimiliano Barison del giugno 2016, sono 35 milioni. Si potrà utilizzarla per arrivare velocemente all’ospedale di Schiavonia e collegare i caselli autostradali di Monselice e Santa Margherita». Viceversa, se la scelta dovesse ricadere sul project financing, il costo della Sr10 salirebbe a 236 milioni di euro e le ditte esecutrici avrebbero in concessione l’opera per 38 anni, con l’esenzione del pedaggio valida solo per i primi due. «Soldi che, tra l’altro, sarebbero spesi soprattutto per la costruzione dei caselli in entrata e in uscita, proprio per il pagamento del pedaggio» mastica amaro Scapin.

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