Gallina con diossine, nuovi prelievi sul monte Ricco

Ulss 6, Arpav e i carabinieri del Nas faranno analizzare una seconda gallina e un campione di mangime. Eseguiti anche alcuni carotaggi nel terreno. Risultati pronti nel giro di un mese

377

MONSELICE. Dopo il clamore suscitato dallo studio commissionato dal comitato Lasciateci Respirare alla società Ecoscreen, che ha evidenziato la presenza di sostanze nocive in grande quantità nel corpo di una gallina ruspante del monte Ricco, sono cominciati gli approfondimenti chiesti dal sindaco Francesco Lunghi alle autorità sanitarie. Nei giorni scorsi nel luogo dove razzolava l’animale sono arrivati Ulss 6, Arpav e i carabinieri del Nas, che hanno prelevato una seconda gallina e un campione di mangime. Inoltre sono stati eseguiti alcuni carotaggi nel terreno. «Il materiale è stato spedito all’unico laboratorio nazionale di riferimento per diossine e Pcb in mangimi e alimenti destinati al consumo umano con sede a Teramo» spiega Lunghi.

Subito dopo la presentazione dell’indagine svolta dal dottor Grim il primo cittadino aveva sollecitato l’Ulss e i vari enti preposti ad attivare le necessarie verifiche, in modo da chiarire se effettivamente l’inquinamento evidenziato ci sia. I risultati delle analisi dovrebbero essere pronti nel giro di venti o trenta giorni. «Appena arriveranno gli esiti li renderò noti e valuteremo il da farsi» dice Lunghi. Intanto martedì sera si è svolta la riunione del movimento civico Cambiamo Aria, durante la quale è emersa la preoccupazione di diversi genitori. A breve il movimento avvierà una raccolta firme per chiedere, tra le altre cose, di risalire alle fonti di emissione delle sostanze inquinanti trovate nella gallina, adottare misure precauzionali per ridurre i rischi sulla salute umana, con particolare attenzione per i plessi scolastici vicini al luogo dove è stato prelevato l’animale, e di respingere in attesa degli approfondimenti qualsiasi proroga delle Autorizzazioni Integrate Ambientali degli impianti esistenti (la relazione del dottor Grim parla infatti di «probabile origine industriale» della contaminazione).

Salva Articolo

Lascia un commento