Este, don Orlando lascia la guida della parrocchia di San Girolamo

L'anziano sacerdote, a Este da mezzo secolo, sarà sostituito da don Ottavio De Stefani. «Questa città ti fa innamorare. Non ha più i servizi di una volta, ma conserva ancora una forte vocazione alla cultura e al turismo»

644

ESTE. La notizia era nell’aria, ma adesso è diventata ufficiale: dopo 40 anni, dal 24 settembre prossimo don Orlando Zampieri non sarà più il parroco di San Girolamo. Il vescovo Claudio Cipolla, infatti, ha finalmente individuato il suo successore: si tratta di don Ottavio De Stefani, che arriva dall’unità pastorale di Castelbaldo, Masi e Piacenza d’Adige. Il nuovo parroco, 51 anni, farà il suo ingresso a ottobre. Don Orlando, classe 1934, da tempo aveva chiesto di lasciare l’incarico per raggiunti limiti d’età. Ora rimarrà comunque in città e continuerà a prestare servizio nella comunità di Meggiaro, ma non più in qualità di parroco.

L’anziano sacerdote ha iniziato da cappellano a Villafranca, approdando a Este nella seconda metà degli anni Sessanta. Negli anni Settanta è stato chiamato a guidare la nascente parrocchia di San Girolamo. «Siamo partiti dal nulla con tanta buona volontà, ponendo come pilastri la famiglia, la carità e la devozione alla Madonna» ricorda don Orlando. Numerose le iniziative solidali messe in atto, tra cui quella in favore dei bambini di Betlemme. Diverse anche le visite illustri: nel 1999, per esempio, è toccato al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, venuto a inaugurare una via dedicata all’insigne latinista Ezio Franceschini.

Di Este lo storico parroco di Meggiaro scatta una fotografia molto chiara. «In mezzo secolo è cambiata molto, ma ha mantenuto alcuni punti fermi. È una città che non può vivere di industria e che oggi purtroppo non vanta più gli stessi servizi di una volta. Credo però che abbia ancora una forte vocazione alla cultura e al turismo. È una città tranquilla, moderata, non ha mai ceduto agli estremismi e mi ha fatto subito innamorare di sè. Mi è stata offerta in più occasioni la possibilità di trasferirmi, ma io ho sempre scelto di restare». Negli anni don Orlando ha benedetto le case dei suoi 4400 parrocchiani per ben 41 volte: così ha avuto modo di entrare in contatto con le persone e di conoscerle nel profondo. «Se osservo i giovani d’oggi li vedo incerti, insoddisfatti, pieni di dubbi e di preoccupazioni sul loro futuro. Ma ci sono tanti ragazzi per bene e io, ottimista per natura, non posso che guardare al domani con fiducia».

Lascia un commento