Sesa, tre ore di dibattito. Cittadini e associazioni in coro: «Più trasparenza e controlli»

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OSPEDALETTO EUGANEO. Oltre duecento persone hanno partecipato giovedì sera ad “Apriti Sesa”, l’assemblea pubblica tenutasi presso la sala civica di Piazza Pertini a Ospedaletto Euganeo. L’evento, organizzato da comitati ambientalisti e cittadini del territorio, aveva lo scopo di fare chiarezza sulle attività della società controllata per il 51% dal Comune atestino. Due in particolare i temi sotto la lente di ingrandimento: i consistenti sversamenti di compost e digestato segnalati nei campi della Bassa Padovana e del Polesine e il presunto ruolo che l’azienda di Este avrebbe nel fornire Css alle cementerie in virtù dell’acquisto del 40% della veneziana Ecoprogetto. Presenti alla serata, oltre a numerosi sindaci e amministratori, il presidente di Sesa Natalino Boris Furlan, che ha preso la parola, e l’amministratore delegato Angelo Mandato che invece, sebbene chiamato più volte in causa, ha preferito non intervenire.

Ad aprire il dibattito è stato Francesco Miazzi, che ha sottolineato come la Bassa sia tra le zone con maggiori criticità dal punto di vista ambientale. L’esponente del Comitato “Lasciateci Respirare” non ha rinunciato a punzecchiare i vertici di Sesa, rei di aver fatto portare per l’occasione i camion dell’azienda in bella mostra sul piazzale di fronte alla sala. Dopo la proiezione di una serie di immagini che documentavano gli sversamenti di materiale nei terreni agricoli, sono cominciate le testimonianze relative a episodi di inquinamento e alle conseguenti mobilitazioni messe in atto sul territorio. «Giusto preoccuparsi per la salute, ma voglio rassicurare tutti: i Css non rientrano nella nostra filosofia e il digestato che produciamo finisce nei nostri depuratori» si è difeso Furlan, spesso interrotto dal vociare del pubblico. «Chiaro che non realizziamo pasticcini, ma per risolvere il problema degli odori stiamo costruendo un altro capannone e abbiamo piantato diversi alberi. Vogliamo anche rinnovare il nostro parco mezzi con veicoli a metano e alimentiamo la rete urbana di teleriscaldamento, che consente di ridurre le emissioni».

Tra i politici il sindaco di Carceri Tiberio Businaro ha ricordato le battaglie condotte negli anni per bloccare la costruzione di un inceneritore e di altri sette impianti a biomassa nel suo Comune, annunciando la prossima messa a punto di un’ordinanza per controllare gli sversamenti nei campi. Giacomo Scapin, sindaco di Ospedaletto, ha evidenziato gli sforzi fatti per il registro tumori e l’indagine epidemiologica, mentre Beatrice Andreose (“L’Altra Este”) ha chiesto maggiore trasparenza da parte dell’azienda atestina. Dopo qualche attimo di tensione con il pubblico è intervenuta anche Roberta Gallana, che ha rivendicato l’apertura del Tat (Tavolo ambientale territoriale). «Sesa deve sicuramente migliorare – ha aggiunto il primo cittadino di Este – ma non accetto che si faccia demagogia. Invito a percorrere la strada del confronto piuttosto che quella del contrasto». Hanno detto la loro anche Fracesco Roin del Movimento Cinque Stelle e il sindaco di Saletto Michele Sigolotto.

Solo a mezzanotte inoltrata, mentre la sala si stava ormai svuotando e l’incontro si avviava a conclusione, Mandato si è avvicinato al tavolo per cercare di parlare: gli organizzatori, vista l’ora, hanno però negato il permesso. «Dobbiamo dare continuità all’iniziativa di stasera per arrivare a un monitoraggio costante di quello che entra ed esce da Sesa, e di quello che viene sparso nei nostri terreni» ha chiuso Miazzi, lanciando per martedì 21 febbraio alle ore 21 in sala Nassirya a Este un nuovo appuntamento sul tema. La mobilitazione, stavolta, sembra avere tutta l’intenzione di andare avanti.

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