La storia di Ilaria, da Este a Parigi: «Serve il coraggio di allargare le proprie prospettive»

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ESTE. Si è trasferita la prima volta a Parigi lo scorso marzo per svolgere la mansione di community manager all’interno di Toluna, multinazionale francese che opera nel settore delle ricerche di mercato online, nell’ambito del progetto Erasmus Plus. Conclusa l’esperienza è rientrata a Este, ma da alcune settimane è tornata nella capitale transalpina per affrontare una nuova sfida professionale e di vita. Ilaria Ragona, 25 anni, nella stessa azienda ricopre ora il ruolo di affiliate manager per il Sud Europa: tradotto, si occupa di pubblicità sul web. «Penso che a convincermi a partire sia stata la curiosità. Avevo bisogno di vedere oltre rispetto a quello che già conoscevo. Volevo imparare bene l’inglese e confrontarmi con il resto del mondo. Insomma, un po’come Ulisse» racconta Ilaria.

Il diploma al Liceo scientifico, la laurea triennale in Comunicazione (con tesi sulle community online), la magistrale in Strategie di Comunicazione. La giovane atestina ha studiato molto ma non ha rinunciato, durante il suo percorso accademico, a fare alcune esperienze che hanno arricchito il suo bagaglio. «Ho collaborato con diverse agenzie di comunicazione, tra cui Young Digitals e Marketing Arena, ed è così che mi sono abituata a lavorare in gruppo: una competenza fondamentale, in questo campo. L’università, invece, mi ha trasmesso le metodologie da utilizzare per approcciarmi ai problemi». Poi, dopo la magistrale, il nuovo inizio in Francia: un cambiamento non da poco. «All’inizio non capivo niente: il ritmo della vita, la città, il cibo, lo stile, le abitudini, le persone… era strano persino fare la spesa! Finché non impari bene l’inglese (ora Ilaria sta perfezionando anche il francese, ndr) non riesci a esprimere davvero la tua personalità. Per adattarmi mi ci è voluto circa un mese. Superati questi scogli, il resto è per lo più bellissimo».

Il domani è ancora un punto interrogativo. «A Parigi mi trovo bene, ma è presto per dire dove sarà il mio futuro, magari sentirò la mancanza di casa. In Italia non è facile, ma avendo molti amici internazionali posso dire che anche in altri Paesi non è esattamente tutto in discesa. Comunque qui non è raro vedere ragazzi di 25-26 anni con contratti a tempo indeterminato e quindi capaci, a differenza nostra, di aprire un mutuo per comprare casa». Giovani e lavoro: il tema è di quelli caldi. Anzi, caldissimi. «Ci sono passata e so quanto è frustrante finire un bel percorso e non capire perché non trovi il posto dei tuoi sogni. Mi sento di dare tre consigli. Occorre allargare le prospettive: quello che cerchiamo c’è, ma forse non a due passi da noi. Serve coraggio: uscire dalla comfort zone è tremendo, ma stupendo. E soprattutto – chiude Ilaria – dobbiamo circondarci di persone che ci vogliano bene e ci aiutino a riconoscere la nostra immagine allo specchio quando noi, da soli, non ci riusciamo più».

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