Il Comune vuole far rinascere Villa Draghi

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MONTEGROTTO TERME. Quando si volge lo sguardo ai Colli Euganei, oltre alla vegetazione, capita di far cadere l’occhio su degli antichi edifici, di cui ci si chiede la storia. Villa Draghi è un complesso conosciutissimo nel territorio termale e con il proprio parco di 32 ettari è spesso meta di passeggiate domenicali ed escursioni in mountain bike.

Sorta nel XVII secolo secondo i paradigmi dello stile neogotico, la villa viene abbattuta per intero nel 1848. È in questo periodo che dalle sue ceneri nasce il complesso visibile ora, una che ricorda un castello. Nel 1962 viene donata ai Gesuiti di Venezia da Giuseppina Draghi, ultima proprietaria della villa, da cui la struttura prende il nome, ed è poi acquistata nel 1972 dal Comune di Montegrotto Terme.

La struttura, che si erge su Monte Alto, è un simbolo per il comune sampietrino e un luogo rinomato in tutto il territorio termale. Per restituire alla città uno dei propri luoghi emblematici e far tornare la villa al fasto passato l’amministrazione attuale è decisa a intervenire quanto prima sull’area, rendendola fruibile ai cittadini e non solo, così da rigenerare l’intero complesso, composto anche dal rustico e dal parco verde che circonda la struttura. Infatti, nonostante la ristrutturazione attuata tra il 2012 e il 2014, Villa Draghi è ancor oggi chiusa al pubblico e vuota al suo interno. Le linee guida stilate dalla Giunta comunale per la riapertura del sito, parlano di unicità del luogo e di patrimonio comune fruibile a tutti, piano attuabile grazie alla collaborazione con associazioni e privati. Così facendo sarà possibile offrire ai cittadini, giovani e meno giovani, attività che possano avvicinare nuovamente la comunità alla villa, rendendo questo spazio uno dei centri della vita sociale della città, centro di iniziative e occasioni di incontro.

Le intenzioni del progetto toccano da vicino anche il turismo e l’appeal che villa e parco potrebbero suscitare negli amanti della storia e della natura. Nel medio e lungo termine e con l’avviamento di attività economiche idonee all’unicità del luogo, l’amministrazione crede possibile che Villa Draghi, il rustico e il parco, possano generare reddito tornando ad essere uno dei poli culturali di riferimento per il territorio termale.

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