Bazar della droga nel Piovese, manette per nove spacciatori

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PIOVE DI SACCO. Era sotto osservazione da tempo il clan piovese, messo al muro – venerdì all’alba – dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco. Il gruppo di malviventi, italiani e nord africani, reggevano le fila dello spaccio di sostanze stupefacenti nella Saccisica e, nell’ultimo periodo, avevano esteso la loro clientela anche nella zona termale.

Scattano le manette per nove spacciatori, ma non è tutto. Nel corso delle investigazioni sono emerse, complessivamente, responsabilità in capo a 18 indagati, 11 dei quali coinvolti nelle indagini in relazione a ripetute cessioni di droghe di varia natura, effettuate nel periodo compreso tra l’anno 2009 e il mese di settembre 2016. Sono otto, poi, le persone accusate di favoreggiamento personale per aver tentato di intralciare le indagini in atto nei confronti degli spacciatori. Destinatari della misura cautelare più restrittiva risultano, infine, altre due persone senza fissa dimora e, al momento, non ancora rintracciate.

Le indagini sono iniziate nel mese di ottobre 2015, quando i militari dell’Arma, nel contesto di vari servizi svolti sul territorio per contrastare l’illecita diffusione degli stupefacenti, individuavano un pusher di origini tunisine, domiciliato a Brugine, che curava l’approvvigionamento di eroina nella zona servendosi di un network di spacciatori locali.

L’organizzazione malavitosa, nel corso degli anni, aveva architettato un piano ad hoc per la diffusione e vendita degli stupefacenti: le consegne, effettuate alla luce del sole, avvenivano in particolar modo in luoghi pubblici, parchi giochi, bar ed esercizi pubblici. Il clan era talmente collaudato che, nel tariffario a disposizione dell’acquirente, appariva anche la voce “urina pulita“, da vendere a coloro che dovevano effettuare le analisi biomediche e allo scopo di eludere i risultati degli accertamenti di laboratorio. Eroina, cocaina, hashish, marijuana e metadone: i mercenari della droga piovese non facevano mancare nulla alla propria clientela.

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