Acqua blu dai rubinetti, emergenza rientrata

347

BARBONA. A Barbona l’acqua è di nuovo potabile. Si è ufficialmente risolta l’emergenza legata allo sversamento accidentale di una sostanza nella rete idrica da parte di un’azienda, verificatosi lunedì intorno a mezzogiorno. Già in serata, dopo i lavaggi delle condotte effettuati dalle squadre di Centro Veneto Servizi, l’acqua era rientrata nei parametri di legge. Martedì mattina ulteriori analisi lo hanno confermato e il sindaco Francesco Peotta ha potuto revocare l’ordinanza di non potabilità.

La vicenda. Lunedì mattina diversi cittadini di Barbona avevano contattato il Centro Veneto Servizi, segnalando che dai rubinetti di alcune vie del centro del paese fuoriusciva acqua di colore azzurro. I tecnici avevano subito bloccato l’erogazione in tutto il territorio comunale, prelevando un campione per analizzarlo. In contemporanea erano scattate le indagini per risalire all’origine del problema, presto individuata: si trattava di un’azienda avicola del territorio che, per un guasto interno allo stabilimento, aveva immesso nella rete idrica dei liquidi utilizzati per tracciare l’acqua bevuta dagli animali. La pressione con cui questo liquido era stato accidentalmente sversato era risultata così forte da causare anche la rottura della condotta, poi riparata dalle squadre del Centro Veneto Servizi. L’erogazione era quindi ripresa e già nel pomeriggio l’acqua aveva ripreso a scorrere dai rubinetti, anche se l’ordinanza di non potabilità emessa dal sindaco rimaneva valida a scopo precauzionale. Dalle analisi del laboratorio di CVS comunque non erano emersi elementi preoccupanti: l’unica anomalia riscontrata rispetto ai parametri di potabilità, oltre al colore, riguardava i valori del ferro, di poco superiori alla norma.

Da martedì, dopo il completamento delle operazioni di lavaggio delle condotte e i risultati rassicuranti emersi dalle ultime analisi, i cittadini hanno dunque potuto riprendere a utilizzare l’acqua anche per scopi alimentari. Nello specifico la sostanza accidentalmente immessa in rete, di cui l’azienda responsabile dell’inquinamento ha subito fornito la relativa scheda, è risultata essere un declorante usato come additivo per l’acqua somministrata agli animali al fine di garantire l’efficacia dei vaccini. Il prodotto contiene un colorante blu che permette di monitorare la somministrazione del vaccino, ma non è tossico né per gli animali né per l’uomo.

Salva Articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteSanPaolo, il museo della città di Monselice
Prossimo articoloRiccardo Beghin si candida per Teolo
Davide Permunian

Vicentino di nascita, atestino di adozione. Classe 1993, scrivo regolarmente da quando ho 11 anni e ho collaborato a diversi progetti giornalistici. Appassionato di politica, sport, paesaggi e romanzi gialli. Mi piace scoprire nuove storie e raccontarle, portando alla luce le tante sfumature della realtà.

Lascia un commento