Cementizillo è stato ceduto a Buzzi Unicem

Sottoscritto un accordo obbligatorio per la vendita del 100% del capitale sociale. Gallana: dopo il closing un incontro con la nuova proprietà. Il Pd atestino chiede la convocazione di un Consiglio comunale sul tema. Preoccupazione dal comitato Lasciateci Respirare

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ESTE. Cambio di proprietà per il gruppo Zillo. Lo scorso 16 giugno, infatti, Buzzi Unicem ha sottoscritto un accordo obbligatorio per l’acquisizione del 100% del capitale sociale della società. In virtù di questo accordo, Buzzi ha già comprato il 47,9% di Cementizillo direttamente dai soci di minoranza per 22,6 milioni di euro, mentre il restante 52,1% sarà rilevato a inizio luglio con il closing vero e proprio. La notizia è subito piombata al centro del dibattito pubblico, aprendo alcune importanti questioni.

Il gruppo Zillo, nato nel 1882, con sede amministrativa a Este, è attivo nel settore cemento e calcestruzzo preconfezionato nel Nord-Est d’Italia. Possiede due stabilimenti a ciclo completo (Fanna in provincia di Pordenone e Monselice) e circa 40 centrali di betonaggio. Nel 2016 le vendite di cemento e clinker realizzate dalla società sono state pari a circa 1,1 milioni di tonnellate e quelle di calcestruzzo hanno toccato all’incirca i 440 mila metri cubi. Zillo ha chiuso lo scorso anno con un fatturato consolidato di 90 milioni di euro e con un indebitamento finanziario netto che ammontava a 46 milioni.

Buzzi Unicem, fondato nel 1907 nel Vercellese, oggi ha sede a Casale Monferrato. Attivo oggi in 12 Paesi, è uno dei maggiori produttori italiani in questo ambito. Attraverso l’acquisizione del gruppo Zillo l’azienda, «oltre a rafforzare la propria presenza e quota di mercato nazionale, intende contribuire alla razionalizzazione ed al consolidamento del settore cemento in Italia, che ad oggi soffre di una significativa eccedenza di capacità produttiva a fronte di volumi di vendita stabilmente ridotti». L’operazione avrà poi «un impatto positivo sulla redditività di Buzzi Unicem». Infine, «sono previste alcune sinergie derivanti da economie di scala e dall’integrazione delle principali funzioni aziendali, che contribuiranno anch’esse al miglioramento dei risultati operativi riferiti al mercato Italia».

Le reazioni. «La famiglia Zillo non ha mai abbandonato i lavoratori, ma ha avviato sempre un percorso di rioccupazione e sostegno al reddito. Finito il closing, ci attiveremo per incontrare la nuova proprietà chiedendo che il territorio sia coinvolto nelle future scelte. Ritengo piuttosto improbabile una riattivazione dell’attività produttiva nell’impianto di Este, completamente ferma da tempo» ha detto il sindaco Roberta Gallana. «Auspichiamo che lo stabilimento atestino trovi una necessaria riqualificazione urbanistica e che non vi siano ulteriori riduzioni di posti di lavoro. Crediamo che su questo tema l’Amministrazione debba convocare con urgenza un Consiglio comunale, al quale sia invitata anche la nuova proprietà» evidenzia in una nota il Pd di Este. Esprime invece preoccupazione il comitato Lasciateci Respirare. «Buzzi Unicem ha purtroppo dimostrato un interesse reale nell’utilizzo dei cosiddetti combustibili alternativi. Seguiremo con attenzione gli sviluppi della situazione, consapevoli della forza di questo territorio, apertamente contrario all’incenerimento di rifiuti e orientato verso il superamento delle produzioni insalubri».

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